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domenica 5 dicembre 2010

Il rapporto finale sul WTC-7 del NIST: la scienza di Bush raggiunge il suo apice

Di Kevin R. Ryan. 
Articolo originale (in inglese) tratto da www.911review.com.
Traduzione di Decalagon e Dr-Jackal.

In un famoso libro di Antoine de Saint Exupery, un piccolo principe proveniente da un altro pianeta chiese al narratore di disegnare una pecora. Dopo diversi tentativi insoddisfacenti, il narratore disegnò semplicemente una scatola e disse al piccolo principe che la pecora si trovava al suo interno. Il piccolo principe allora esclamò: "Questo è esattamente come la volevo!" [1]

In questo esatto modo l'amministrazione Bush ha chiesto ai suoi scienziati del National Institute of Standards and Technology (NIST) una spiegazione a quanto accaduto presso il World Trade Center (WTC) l'11 settembre 2001. In risposta a tale richiesta, il NIST ha elaborato una serie di storie fantasiose nel corso degli anni, e ogni storia era diversa da quella precedente. Finalmente, dopo sette lunghi anni, il NIST ha pubblicato il suo ultimo racconto riguardante il WTC-7 dicendo semplicemente: "La spiegazione è nel nostro computer". [2]

Come previsto, tuttavia, questa spiegazione "dentro la scatola" lascia molto a desiderare per quelli che fra noi preferiscono vivere nella realtà, invece che in un mondo immaginario. D'altra parte stiamo imparando qualcosa dal NIST dopo questo suo ultimo rapporto, e cioè che quando gli scienziati governativi cominciano a lavorare soprattutto per degli scopi politici, non c'è limite agli inganni che possono produrre. Coloro che hanno scritto le relazioni del NIST sul World Trade Center devono ora assumersi la responsabilità personale per le guerre in atto scatenate dopo l'11 settembre, e per i milioni di morti che esse hanno causato.

1. Il NIST inizia con un paio di piccole bugie innocue, e non si guarda mai indietro.

Il NIST ha presentato il suo rapporto sul WTC-7 affermando di averci lavorato per soli tre anni. Ma, al contrario, sappiamo che il NIST ha iniziato la sua indagine sul WTC nel mese di agosto del 2002 e che ha rilasciato un rapporto a parte sul WTC-7 nel giugno 2004, dopo la creazione di centinaia di pagine di rapporti dettagliati per il WTC-7. [3] L'indagine, apparentemente, cominciò di nuovo nel settembre 2005, dopo la pubblicazione del rapporto sulle Torri Gemelle. Da allora - se non per alcune risposte alle FAQ sul rapporto delle Torri - il NIST si è concentrato interamente sul WTC-7.  Questo significa che, complessivamente, il NIST ha lavorato alla sua spiegazione finale per la distruzione del WTC-7 per almeno cinque anni, e non tre.

Tuttavia, come il lettore vedrà, il NIST ha imparato ad ingannare il pubblico dalla sua esperienza con le Torri.
Un modo in cui il NIST ha imparato a evitare le critiche è stato quello di fingere di aver preso in considerazione le teorie alternative. Nella sua presentazione del rapporto sul WTC-7, il NIST ha affermato: "Siamo stati molto aperti verso le teorie alternative". Ma tale affermazione può sembrare vera solo se si chiude un occhio su molti fatti che indicano esattamente l'opposto, inclusi i seguenti:

  1. Il NIST ha ignorato tutti gli inviti da parte dei ricercatori indipendenti per discutere le sue conclusioni o le teorie alternative.I precedenti rapporti del NIST non mostrano alcuna prova che il NIST abbia considerato le teorie alternative, anche solo vagamente. E' stata fatta solo una piccola smentita nel rapporto sulle Torri, e solo dopo molte critiche pubbliche riguardo l'assenza di accenni alle teorie alternative nel rapporto.
  2. I familiari delle vittime del 9/11 e i ricercatori indipendenti sono dovuti ricorrere a vie legali per ottenere la verità dal NIST, tra cui una richiesta di correzione che in ultima analisi è stata ignorata da NIST. [4]
  3. I cittadini che hanno criticato in pubblico il NIST hanno perso il lavoro per averlo fatto (sorte che è toccata anche all'autore di questo articolo).
  4. Il NIST non fa alcuna menzione di tutti gli articoli scientifici mainstream (e peer-reviewed) pubblicati a sostegno delle teorie alternative. [5] 
Un'altra importante lezione che il NIST ha imparato dal suo rapporto sulle Torri è stata questa: se si eseguono dei test fisici per sostenere una conclusione politicamente motivata, è meglio che tali test confermino tale conclusione. I test che il NIST e gli Underwriters Laboratories (UL) hanno eseguito per l'indagine sulle Torri non hanno affatto supportato le conclusioni predeterminate che il NIST, e l'amministrazione Bush suo capo, cercavano di confermare. [6]

Il NIST ha evitato questo problema nell'inchiesta sul WTC-7 semplicemente non effettuando alcun test a sostegno della sua teoria.  Invece di incastrare alcune travi e colonne insieme e riscaldarle per vedere ciò che sarebbe successo, il NIST ha costruito la sua storia finale basandosi sul nulla, a parte dei modelli computerizzati che, a quanto ha detto, hanno impiegato un lunghissimo periodo di tempo per venire creati ("...un'analisi di 25 secondi ha richiesto 8 settimane.")
In altre parole, per il NIST evitare i problemi significa evitare la realtà.


2. Oh, e scordatevi del carburante diesel.


Nel suo nuovo rapporto basato interamente su modelli computerizzati, il NIST contraddice le sue precedenti dichiarazioni che suggerivano che l'edificio fosse andato distrutto a causa degli incendi provocati dal carburante diesel. Questo nonostante il fatto che, dopo vari anni di indagini, il NIST credeva ancora che il carburante diesel fosse stato la causa di tutto. Il NIST ha utilizzato il suo partner, Popular Mechanics, per diffondere la teoria del carburante diesel.


In un articolo del marzo 2005 che è stato successivamente ampliato in un libro-farsa, Popular Mechanics (PM), ha sostenuto che "gli investigatori ritengono che il fuoco sia stato alimentato da serbatoi di carburante diesel". Sivaraj Shyam Sunder, il capo-ingannatore del NIST e di PM, ha esposto questa tesi affermando: "La nostra attuale ipotesi di lavoro è che questa linea pressurizzata abbia rifornito gli incendi di carburante per un lungo periodo".
[7]

Ma come le spiegazioni precedenti per le Torri (ricordate la "teoria pancake"?), la spiegazione finale per il WTC-7 non ha alcuna somiglianza con le spiegazioni precedenti. Il NIST afferma semplicemente, nel suo nuovo rapporto, che il carburante diesel non ha svolto alcun ruolo nella distruzione del WTC-7. 

"Tuttavia, gli incendi di carburante petrolifero non hanno giocato alcun ruolo nel crollo del WTC-7." (NCSTAR 1A, p. xxxii)

Stranamente, nessuno nei mass media sembra aver notato questo dettaglio. Perfino il New York Times, che aveva pubblicato molti articoli secondo cui il WTC-7 era crollato per via degli incendi di carburante diesel, ha assecondato questa completa ritrattazione senza perdere un colpo. Il reporter Eric Lipton, che in passato aveva scritto del "disastroso incendio del WTC-7 alimentato da carburante diesel", si è limitato a suggerire che Sunder (il responsabile del NIST), nello spiegare la sua nuova teoria stava avendo molta pazienza con i "teorici della cospirazione". [8] 
 
3. Oh, e scordatevi anche dei danni causati dai crolli delle Torri.

Per anni ci è stato anche raccontato che il WTC-7 era crollato perché il 25% dell'edificio era stato "scavato via" dai detriti delle Torri che crollavano. Questa affermazione - completamente ingiustificata e mai provata - era nata dall'esagerazione ad opera dei media di un'altra affermazione che Sunder aveva fatto ai suoi sostenitori di PM. Sunder aveva detto: "Circa un terzo della facciata al centro e in fondo - circa 10 piani - ossia approssimativamente il 25% della profondità dell'edificio, era stata scavata via come da un cucchiaio da gelato". [9] 
 
Ovviamente, un terzo di un quarto (infatti si trattava di una sola facciata dell'edificio) fa solo un dodicesimo, non il 25%, ma questo non è importante. Come con le altre storie ufficiali e con le loro versioni esagerate dai media, tutti sapevano che lo scopo del NIST e dell'amministrazione Bush era di evitare che le persone continuassero a riflettere sulla questione. Questo è probabilmente il motivo per cui così tante delle leggende ufficiali si basano su analogie alimentari. C'era la "teoria pancake", l'"acciaio di liquirizia" (alle Torri), e la "ciambella" (il WTC-6). Come con esse, anche la frase "scavata via come da un cucchiaio da gelato" spediva il sangue dal cervello allo stomaco. Celebrità come Denis Leary e Alan Colmes se la bevvero come acqua e poi la rigurgitarono, così come Matthew Rothschild, Manuel Garcia e ogni altro pretenzioso sostenitore della teoria ufficiale del complotto.

E' poi venuto fuori che l'assurdità del cucchiaio da gelato era solo un altro inganno. Il NIST sapeva che non sarebbe mai stato in grado di sostenerlo con vera scienza, dato che perfino le indagini più semplici lo confutavano. Era ovvio che la diffusione dei detriti a Ground Zero era incredibilmente asimmetrica, e il NIST probabilmente non voleva dover spiegare perché. Ma nessuno crederebbe mai che i detriti delle Torri abbiano davvero "scavato via" tanta parte del WTC-7, quando gli edifici immediatamente adiacenti ad esso non riportarono quasi nessun danno dalla caduta delle Torri. Nemmeno Larry potrebbe essere così fortunato.

Inoltre, era chiaro che danni così estremi e asimmetrici avrebbero dovuto causare un crollo asimmetrico, e non certo un collasso simmetrico e praticamente a velocità di caduta libera come quello che vediamo dai filmati. Alla fine, il NIST ha rinunciato alla "spiegazione del cucchiaio da gelato", affermando: "A parte iniziare gli incendi nel WTC-7, i danni causati dai detriti della Torre Nord hanno avuto un effetto minimo nell'innescare il crollo del WTC-7". (NCSTAR 1A, p. xxxii.)

Per coloro che stavano cercando risposte semplici, questa nuova storia significa che il sangue deve ritornare al cervello, dopo tutto. Ma il NIST spera che, ormai, ci siamo del tutto scordati come pensare. 


4. Metallo fuso? Quale metallo fuso?


Il NIST, nel suo rapporto finale sul WTC-7, ha ignorato tutte le prove riguardanti la presenza di metallo fuso a Ground Zero, nonostante numerosi testimoni affidabili l'abbiano riferita. Questi testimoni includono Richard Garlock, un ingegnere strutturista del Leslie E. Robertson Associates, un'impresa ingegneristica coinvolta nella progettazione delle Torri e dello sgombero di Ground Zero, che disse: "Qui il WTC-6 è sopra di me. Le macerie dopo le colonne erano di colore rosso per il calore ("red-hot"), erano fuse e scorrevano ("molten, running")."
[10]

I testimoni dell'acciaio fuso includono anche il professor Abolhassan Astaneh-Asl dell'Università di Berkeley, che fu il primo scienziato ad esaminare l'acciaio a Ground Zero. Il professor Astaneh-Asl si riferì all'acciaio del WTC che esaminò come "fuso, in un certo senso" ("kind of melted").
[11] Anni dopo, interrogato nuovamente sulla sua esperienza, ha precisato: "Ho visto delle travi fuse al World Trade Center" ("I saw melting of girders in World Trade Center"). [12]

Il Dr. Keith Eaton ha ispezionato Ground Zero e ha scritto su The Structural Engineer: “Ci hanno fatto vedere molte diapositive interessanti, spaziando dal metallo fuso che era ancora rovente settimane dopo l’evento alle lastre d’acciaio da 4 pollici tranciate e piegate nel disastro” (Structural Engineer, September 3, 2002, p. 6). 

Leslie Robertson, l’ingegnere strutturale responsabile della progettazione delle Torri del World Trade Center, disse: “Qualcosa come 21 giorni dopo l’attacco, gli incendi ardevano ancora e scorreva ancora acciaio fuso (Williams, 2001, p. 3). 

Sarah Atlas faceva parte della "New Jersey’s Task Force One Urban Search and Rescue", ed è stata tra i primi sul campo a Ground Zero col suo collaboratore canino Anna. Ha detto a "Penn Arts and Sciences" nell’estate 2002: “Nessuno è sopravvissuto. Gli incendi continuavano e acciaio fuso colava nel cumulo di macerie che ancora si trovava sotto i suoi piedi” (Penn, 2002). 

Allison Geyh faceva parte di un gruppo di ricercatori della salute pubblica della Johns Hopkins che visitò il luogo del WTC dopo l’11 settembre. Nel numero di fine autunno 2001 della rivista della "Johns Hopkins Public Health", scrisse: “In alcune cavità che si stanno scoprendo ora si sta trovando acciaio fuso”.

Ci sono molti altri resoconti di acciaio fuso a Ground Zero, inclusi molti da parte di coloro che supportano la camaleontica teoria del collasso indotto dal fuoco dell'amministrazione Bush. Ci sono anche fotografie e perfino filmati a sostegno di tali testimonianze. [13]

Ma il NIST continua a ignorare tutte queste prove nel suo nuovo rapporto.

5. Acciaio sottile come carta e corrosioni da zolfo? Di che parlate?

Da quando il rapporto sul WTC della FEMA (Federal Emergency Management Administration) è uscito nel 2002, l'aspetto più intrigante delle spiegazioni ufficiali è stato il problema che il New York Times ha definito come "forse il più profondo mistero non svelato dall'indagine".
[14] Questo mistero riguarda il ritrovamento di frammenti di acciaio estremamente assottigliati recuperati dagli investigatori della FEMA, e anche dal professor Astaneh-Asl. [15] Questi campioni mostravano segni di corrosione da zolfo ("sulfidation"), e tracce di formazioni eutettiche che risultavano del tutto inspiegabili per tutti gli esperti di incendi.

Dopo 7-8 mesi di indagini, gli esperti di incendi dissero questo sul mistero dell'acciaio ultrasottile e corroso: 

"La grave corrosione e conseguente erosione dei campioni 1 e 2 sono un evento molto raro. Non è stata trovata alcuna spiegazione chiara per la provenienza dello zolfo. La rapidità a cui la corrosione è avvenuta è anch'essa sconosciuta. E' possibile che essa sia il risultato di un riscaldamento molto lungo e duraturo nel terreno in seguito al crollo degli edifici. E' anche possibile che il fenomeno sia cominciato prima del crollo e abbia accelerato l'indebolimento della struttura di acciaio. Uno studio approfondito sui meccanismi di questo fenomeno è necessario per capire se e quali rischi corrono le strutture di acciaio attualmente esistenti se sottoposte a incendi gravi e duraturi." [16]

Ma quello "studio approfondito" non è mai stato fatto, a quanto pare. E sebbene il nuovo rapporto del NIST sul WTC-7 non accenni nemmeno a questa vicenda, Sunder ha dovuto rispondere a una domanda a riguardo in una conferenza stampa. Sunder ha semplicemente detto che gli esperti di incendi ci hanno riflettuto un altro po', e hanno detto alla BBC che dopotutto non era affatto un mistero. Che ci abbiano riflettuto è sicuro, ma senza lo studio approfondito che avevano ritenuto necessario, questo mistero rimane irrisolto.

6. Thermite esplosiva? Che thermite esplosiva? 



Una spiegazione per la corrosione da zolfo e per l'estremo assottigliamento dell'acciaio è stata offerta da ricercatori indipendenti, ed è pienamente compatibile con la teoria alternativa (della demolizione controllata) che il NIST ha evitato per tutti questi anni. La reazione thermitica, disponibile in diverse utili variazioni per tagliare l'acciaio, può spiegare questo assottigliamento e questa corrosione piuttosto efficacemente.

L'ipotesi della thermite per i crolli del WTC è stata proposta inizialmente da Derrick Grimmer dello Scientific Panel Investigating Nine Eleven (SPINE).
[17] Quest'ipotesi è stata in seguito espansa in una teoria sperimentalmente supportata dal professor Steven Jones. [18]

Quando gli è stato domandato della thermite nella conferenza stampa sul WTC-7, Sunder ha finto che il NIST non fosse al corrente della forma esplosiva di questo composto chimico, chiamato super-thermite o nano-thermite. Invece, Sunder ha affermato che la thermite non avrebbe potuto essere applicata adeguatamente per realizzare una demolizione nascosta. La risposta di Sunder, oltre che vaga e non dimostrata, è in diretta contraddizione con il fatto che vari investigatori del NIST che si sono occupati dell'indagine sul WTC avevano conoscenza approfondita della nano-thermite, e che tale materiale può venire spruzzato su superfici come l'acciaio.
[19]

Il nuovo rapporto del NIST ignora molte altre importanti prove a sostegno della teoria alternativa della demolizione controllata. Queste prove comprendono i molti testimoni di esplosioni, le molte persone che furono avvisate che il WTC-7 stava per crollare, e la predizione, da parte di vari network tra i più importanti, che l'edificio stava per crollare molto prima che lo facesse davvero.
[20]

Come vediamo dalla spiegazione che il NIST ha impiegato cinque anni a fornirci, nessuno avrebbe potuto prevedere una cosa simile.

7. "La ragione per il crollo del World Trade Center 7 non è più un mistero."


Se la reazione pubblica a questo rapporto non fosse così importante per il futuro di tutti, questa affermazione del NIST sarebbe risibile. La distruzione del WTC-7, mai nemmeno menzionata nel Rapporto della Commissione 9/11, era chiaramente un grande mistero per gli investigatori governativi dall'11 settembre. Ma più importante: dopo diversi anni di indagini era ancora un grande mistero per il NIST e per Sivaraj Shyam Sunder.


Infatti, Sunder ha detto al New York Magazine nel 2006: "Sinceramente, non lo so davvero. Abbiamo avuto problemi a capire cosa sia avvenuto all'edificio numero 7".
[21] Questa affermazione è piuttosto differente da ciò che dice oggi, naturalmente. Quando è stato intervistato dalla Associated Press subito dopo aver presentato il suo nuovo rapporto, Sunder ha detto tranquillamente: "Il pubblico dovrebbe proprio riconoscere che la scienza è davvero dietro ciò che abbiamo fatto", aggiungendo: "L'ovvio ti guarda negli occhi, è lampante". [22]

Vediamo cos'è improvvisamente così "ovvio" riguardo questa nuova storia, ricordando che nessun esperimento scientifico reale è dietro di essa, a parte simulazioni computerizzate che non saremo probabilmente mai autorizzati ad esaminare.


8. Espansione termica, non indebolimento, ammorbidimento, accorciamento o incurvamento.


Nei computer del NIST, l'acciaio può fare praticamente di tutto. L'abbiamo constatato nel rapporto sulle Torri Gemelle, dove ci è stato detto che incendi di uffici, anch'essi simulati al computer, avevano incurvato i pavimenti, accorciato le colonne e fuso ammorbidito indebolito grandi quantità di acciaio. Questa volta, abbiamo ciò che il NIST chiama un "nuovo fenomeno" per l'acciaio strutturale, chiamato "espansione termica".


"L'espansione termica della struttura del pavimento intorno alla Colonna 79, causata dal fuoco, ha portato al crollo del Piano n° 13, il che ha innescato una reazione a catena di crolli di piani. Le traverse di sostegno del pavimento sul lato est dell'edificio si sono espanse abbastanza da spingere in fuori le travi che collegavano le Colonne 79 e 44 sul lato ovest del 13esimo piano.
Le travi scardinate e altri danni causati dal fuoco causarono il crollo del Piano n° 13, iniziando una cascata di crolli di pavimenti giù fino al 5° piano. (...) Questo ha lasciato la Colonna 79 con un supporto laterale insufficiente nel verso est-ovest. La colonna si è deformata verso est, provocando un iniziale crollo locale che ha poi portato al collasso totale". (NCSTAR 1-A, p 19-20.)

Con questa spiegazione sommaria, il NIST comincia la sua spiegazione con un trucco.
L'"iniziale crollo locale" non è una colonna che si deforma, secondo questa nuova storia, ma lo scardinamento di una trave causata dall'espansione termica di circa cinque traverse di sostegno dei piani. E' da qui che dobbiamo iniziare la nostra analisi della nuova spiegazione del NIST sul WTC-7, e se questa parte non è realistica, allora neanche tutto il resto può esserlo.
Dovremmo cominciare da un fatto descritto in uno dei primi rapporti del NIST sul WTC-7:

"La maggior parte delle travi e delle traverse (del WTC-7) erano state unite alle lastre (che formavano i pavimenti) attraverso l'uso di pioli connettori ("shear studs")." 
(NCSTAR 1-1, p. 14.)

Il NIST ora contraddice questa scoperta iniziale, allo scopo di supportare la nuova spiegazione:

"Nel WTC-7 non erano stati installati connettori sulle travi." 
(NCSTAR 1-9, p. 346.)

Per la storia dell'espansione termica, questa presenza di pioli connettori che tengono i pavimenti di cemento uniti alle travi e alle traverse sono importanti. I connettori erano grandi 1,9 x 12,7 cm (0,75 x 5 pollici), ed erano posizionati ogni 30 o 60 cm (1 o 2 piedi) lungo le travi o le traverse, secondo il rapporto NCSTAR 1-1. C'erano 28 di questi connettori per ognuna delle cinque traverse che si sarebbero espanse. Il NIST ha ingannevolmente ridotto tutti questi pioli connettori nella sua recente presentazione, dove un semplice diagramma suggeriva falsamente che ci fossero solo tre connettori per ogni traversa.

Sulla presunta trave scardinata, secondo il primo rapporto del NIST, ci sarebbero stati almeno 22 connettori, piazzati a intervalli di 30 o 60 cm. Ma il nuovo rapporto del NIST li rimuove tutti per rendere più semplice per la trave venire scardinata. Alcuni degli altri diagrammi del NIST indicano che la trave fosse collegata alla colonna 79 solo con due "seat bolts" (viti con bullone). In realtà c'erano due seat bolts e due clip bolts (un altro tipo di vite) per ogni connessione tra trave e colonna. Inoltre, il NIST ci dice, in modo poco convincente, che "non è stata trovata nessuna prova che le travi o le traverse del WTC-7 fossero saldate ai pavimenti" (NCSTAR 1-9, p. 348). Naturalmente, ormai sappiamo cosa intende il NIST quando dice che non ha trovato nessuna prova.


Ecco che aspetto hanno le premesse della nuova storia del NIST, se assumiamo che non ci fossero saldature e che tutti i connettori fossero stati rimossi dalle travi e dalle traverse, o si fossero rotti:
NCSTAR 1-9, p 346

Come possiamo vedere, pare che il NIST ci stia dicendo che le traverse sciolte, slegate (ne viene mostrata solo una nell'immagine) hanno spinto la trave (slegata anch'essa) per una distanza di diverse decine di centimetri (svariati piedi). Anche se fossimo disposti a credere che il WTC-7 fosse costruito in un modo così scadente, questa ipotesi è realistica?

Prima di tutto, è da precisare che l'espansione termica non è affatto un nuovo fenomeno, e che l'acciaio strutturale non è stato inventato appositamente per essere usato al WTC. Effetti simili sono stati una possibilità in tutte le migliaia di altre situazioni in cui l'acciaio strutturale è stato sottoposto a calore durante la storia. Quindi quale enorme differenza ha fatto l'espansione termica nel WTC-7?

Le traverse dei pavimenti di cui il NIST sta parlando, che avrebbero spinto la trave tra la colonna 79 e la colonna 44 completamente fuori sede, erano lunghe circa 15,8 metri (52 piedi) ognuna. L'equazione per l'espansione termica lineare è la seguente:

ΔL = α Lo ΔT

Ossia: l'aumento di lunghezza dell'oggetto considerato (Delta-L) è una funzione del prodotto del coefficiente di espansione lineare (Alfa), della lunghezza originale (Lo) e del cambiamento di temperatura (Delta-T). Il coefficiente di espansione lineare dell'acciaio è di circa 0,000012 m/m/°C.

Usando l'equazione soprastante, otteniamo che le traverse avrebbero potuto espandersi 0,019 metri per ogni 100 °C di aumento della temperatura. Ricordiamo anche che ogni espansione termica lineare avrebbe agito anche sulle colonne esterne del lato est del WTC-7, perché l'espansione termica non colpisce solo un'estremità di una traversa. A qualunque distanza le traverse abbiano spinto la trave critica del NIST, avrebbe dovuto verificarsi un incurvamento equivalente sul lato est del WTC-7, a meno che il WTC-7 non fosse una struttura molto instabile fin dall'inizio.


Quindi, metà dell'espansione termica totale (0,01 m) avrebbe colpito la trave critica del NIST per ogni 100 °C  in più.


Per la nuova storia del NIST, quelle traverse avrebbero dovuto non solo espandersi linearmente, ma anche rompere 28 pioli connettori ad alta resistenza, 2 seat bolts, 2 clip bolts (e le saldature), e poi causare la deformazione di una gigantesca trave (che aveva anch'essa 22 pioli connettori) prima che le traverse stesse si incurvassero o si indebolissero. 


Questo è più o meno l'opposto di quello che il NIST afferma che sia avvenuto nelle Torri, dove la spiegazione ufficiale è che i pavimenti si sarebbero incurvati talmente tanto a causa degli incendi da causare il crollo totale.

Nel WTC-7, il NIST ora dice che i pavimenti non si sono incurvati o indeboliti minimamente, ma sono rimasti orgogliosamente rigidi mentre un'espansione termica ha fatto sì che devastassero la struttura intorno a loro.


9. Temperature altamente esagerate lasciano le traverse rigide.


Per espandersi, le traverse prima hanno dovuto divenire molto calde. Il NIST dice che i suoi modelli computerizzati suggeriscono che "alcune parti" di queste traverse abbiano raggiunto i 600 °C.

"A causa dell'efficacia del SFRM (Spray-Applied Fire-Resistive Materials, Materiale Antincendio Applicato a Spruzzo), la temperatura più alta delle colonne nel WTC-7 è stata soltanto di 300 °C, e solo sul lato est dell'edificio le traverse hanno raggiunto o superato i 600 °C." 
(NCSTAR 1A, p. 19.)
"Le temperature di alcune parti delle traverse che sostenevano i piani 8, 12, 13 e 14 hanno superato i 600 °C." 
(NCSTAR 1A, p. 48.)

Queste temperature estremamente elevate avrebbero sicuramente causato un indebolimento delle traverse, una volta che i connettori fossero andati perduti, permettendo all'espansione termica di svilupparsi attraverso un'incurvatura verso il basso. Questo è supportato dagli esperimenti Cardington descritti nel rapporto NCSTAR 1-9 (sezione 8.4.3), dove traverse molto più corte hanno sperimentato un'incurvatura significativa. Quindi, questa ipotesi di espansione termica lineare delle traverse rimaste rigide non è realistica.

In ogni caso, nonostante il NIST non lo dica chiaramente nel nuovo rapporto, un aumento di temperatura di 525 °C avrebbe causato al massimo 5,6 cm (2,2 pollici) di deformazione nell'estremità delle traverse collegate alle travi. E se si fosse trattato solo di una parte - per esempio solo di un terzo - dell'intera traversa, allora l'aumento di lunghezza dovuto all'espansione termica sarebbe stato molto più piccolo (1,8 cm - 0,7 pollici). Questo rende la storia del NIST su tutte quelle seat bolts, quelle clip bolts e quei connettori che si rompono contemporaneamente, e quella trave critica che si piega, piuttosto incredibile.


Ma come hanno fatto quelle traverse a raggiungere 600 °C in primo luogo?
Nel mondo reale, questo avrebbe richiesto incendi molto intensi per un tempo molto lungo. Nei computer del NIST, ovviamente, questo non è stato un problema. Come per il rapporto sulle Torri, questi investigatori virtuali hanno solo avuto bisogno di truccare alcuni numeri, come la conduttività termica dei materiali coinvolti. L'acciaio strutturale ha una conduttività termica di 46 W/m/K, il che significa che ogni calore applicato viene rapidamente dissolto. Ma se quel valore venisse impostato a zero, o quasi zero, ogni calore applicato farebbe alzare la temperatura drammaticamente nella zona interessata.

"L'acciaio è stato immaginato nel modello FDS termicamente sottile, per cui non è stata usata alcuna conduttività termica." 
(NCSTAR 1-5F, p. 20.)
"E' stato considerato che i muri interni (incluse le colonne d'acciaio) avessero le proprietà di tavole di gesso (ossia una conduttività termica di appena 0,5. W/m/K)."  
(NCSTAR 1-5F, p. 52.)
"Nonostante i pavimenti in realtà consistessero di un ponte d'acciaio con sopra una lastra di cemento... le proprietà termiche dell'intero pavimento sono state considerate come quelle del cemento (ossia solo 1,0 W/m/K)." 
(NCSTAR 1-5F, p. 52.)

Truccare i valori della conduttività termica, e applicare i risultati locali delle simulazioni su vaste sezioni dell'edificio, a quanto pare è il modo in cui gli scienziati del NIST sono convinti di poter sostenere le alte temperature dell'acciaio.

E' da notare anche che riscaldare quelle cinque traverse di pavimenti fino a 600 °C richiederebbe un'enorme quantità di energia, molto superiore a quella che veniva prodotta dagli incendi di mobili da ufficio sotto le traverse.

Naturalmente il NIST non ha mai avuto problemi nel pubblicare tali voli di fantasia prima d'ora, dato che i suoi sponsor non fanno domande dettagliate e che il NIST non discute dei propri rapporti con investigatori indipendenti.


10. Brevi incendi di materiale da ufficio in un ambiente progettato per essere resistente al fuoco.


Altri problemi con la nuova spiegazione del NIST emergono dall'ammissione che il NIST ha fatto riguardo lo stato degli incendi nell'edificio e il design della struttura. Il NIST ammette che gli incendi nel WTC-7 erano tipici incendi da ufficio, e che non potevano spostarsi di piano in piano.

"La loro crescita e la loro diffusione erano quelle di ordinari incendi di materiale da ufficio."
(NCSTAR 1A, p. xxxii.)
"Non ci sono prove che gli incendi si siano diffusi da un piano all'altro, forse fino ad appena prima che il WTC-7 crollasse. I piani a prova di fuoco hanno agito con successo come barriere che hanno impedito agli incendi di diffondersi." 
(NCSTAR 1A, p. 55.)

Il NIST ammette anche che l'edificio era progettato in modo da soddisfare il New York City Building Code, che richiede una resistenza al fuoco di 3 ore per le colonne e 2 ore per i pavimenti.

"Le istruzioni per coloro che si erano aggiudicati la costruzione del WTC-7 furono di assicurare una resistenza al fuoco di 3 ore per le colonne e di 2 ore per i ponti di acciaio a sostegno dei pavimenti, il che corrispondeva ai criteri di resistenza al fuoco più severi per costruzioni di tipo 1B (senza sprinklers). (...)

"Ispettori privati hanno riscontrato che lo spessore del SFRM (Spray-Applied Fire-Resistive Materials, Materiale Antincendio Applicato a Spruzzo) combaciava con questi valori." 
(NCSTAR 1A, p. 7; vedi anche la tabella 8-1 a pagina 340 nel rapporto NCSTAR 1-9.)

Aggiungiamo a questi fatti che il NIST ha ammesso nella sua riunione con la Commissione di Consiglio del dicembre 2007 che la quantità di materiale combustibile presente nel WTC-7 avrebbe potuto alimentare solo 20 minuti di incendi in ogni punto dell'edificio:
"Domanda: ...il fuoco si spostava ogni 20 minuti; essenzialmente iniziava e finiva ogni 20 minuti, quindi se non c'era carburante nel WTC-7, come hanno potuto gli incendi bruciare così a lungo come hanno fatto e distruggere questa grande struttura che aveva una buona resistenza al fuoco?"

"Risposta (di Sunder): Gli incendi si spostavano da un punto all'altro, il che significa che in ogni punto il materiale combustibile veniva consumato in circa 20 minuti. Mentre il combustibile di una zona veniva consumato, il fuoco si spostava ai materiali combustibili adiacenti." [23]

Per i piani 11 e 12, il NIST aumenta la stima di materiale combustibile da 4 a 6,4 libbre per piede quadrato, presumibilmente alzando la durata degli incendi a circa 32 minuti. Ma anche così, come ha fatto il NIST a venirsene fuori con incendi della durata di 3 ore e mezzo o 4 ore?
 
"Comunque, sembra probabile che il danno critico sia iniziato tra le tre ore e mezza e le quattro ore." 
(NCSTAR 1A, p. 32.)

Cosa ha bruciato sotto quelle traverse per altre tre ore? Senza avere risposta a queste domande, dobbiamo assumere che il NIST ora stia suggerendo che la colpa del crollo del WTC-7 sia di una azienda in particolare.

11. Essenzialmente, il NIST sta dicendo che la colpa è degli Underwriters Laboratories.


Riassumendo: componenti di acciaio che erano stati certificati in grado di resistere a ore di incendi hanno ceduto a causa di normali incendi da ufficio che sono durati al massimo 32 minuti in ogni punto. Questo significa che ci deve essere stata negligenza, o una prestazione estremamente scarsa, da parte di coloro che avevano assicurato la resistenza al fuoco dei componenti della struttura.


Con il rapporto sulle Torri Gemelle, il NIST ha finto che fosse un mistero chi aveva testato la resistenza al fuoco dei componenti di acciaio. Ma in realtà non era un granché come mistero, a meno di non chiedere chiarimenti agli Underwriters Laboratories mentre l'intera nazione stava guardando. [24] Ma per il WTC-7, il NIST dice direttamente che gli Underwriters Laboratories è l'impresa che aveva fornito le informazioni sulla resistenza al fuoco dell'edificio:


"Secondo la Direzione sulla Resistenza al Fuoco (1983) degli Underwriters Laboratories (UL), queste valutazioni richiedevano che fosse applicato uno strato spesso sette ottavi di pollice (2,2 cm) di Monokote MK-5 sulle colonne maggiori, uno strato spesso sette ottavi di pollice (2,2 cm) sulle colonne più leggere, uno spesso mezzo pollice (1,27 cm) sulle traverse e uno spesso tre ottavi di pollice (0,9 cm) sul fondo del ponte di acciaio." 
(NCSTAR 1A, p. 7.)

Questa è una buona ragione per cui gli UL non sono elencati come parte dell'investigazione sul WTC-7. Far partecipare l'azienda responsabile di verificare la resistenza al fuoco della struttura nell'investigazione politicamente motivata su come l'edificio è crollato a causa del fuoco, potrebbe originare un conflitto di interessi.

Il problema che il NIST e gli UL hanno ora, è che confermare il coinvolgimento degli UL nella progettazione del WTC-7, mentre la versione ufficiale ruota intorno a un cedimento causato dal fuoco, potrebbe portare a grossi problemi per gli UL. E' chiaro che gli UL ora devono rendere conto di come hanno potuto i componenti strutturali del WTC-7 cedere così catastroficamente a causa di semplici incendi da ufficio, quando la Direzione per la Resistenza al Fuoco degli UL aveva riferito che quei componenti avrebbero resistito al fuoco per molto più tempo.


12. La storia finale del WTC-7 e come era stata predetta.


Dopo anni passati ad affermare che gli incendi alimentati da carburante diesel e i danni causati dalle Torri erano le cause del crollo quasi in caduta libera del WTC-7, e poi agire come se non riuscissero proprio a spiegarselo, il NIST ha ora una nuova "ovvia" storia. La nuova storia è basata su di un "nuovo fenomeno" di espansione termica in cui traverse di acciaio perfettamente isolate sono esposte a temperature di 600 °C in soli 32 minuti. Credeteci o no, ma il NIST afferma che tutto questo sia avvenuto in appena pochi secondi. (NCSTAR 1-9, tabella 8-2, p. 353.)


Queste temperature estreme, che non hanno minimamente indebolito le traverse, come sarebbe invece avvenuto secondo il NIST nelle Torri Gemelle, hanno frantumato tutti i pioli connettori, i seat bolts e i clip bolts di tutte le traverse del lato est del WTC-7. Le traverse si sono poi espanse linearmente, spingendo le travi tra la colonna 79 e la colonna 44 di al massimo 5,6 cm (2,2 pollici), causando la deformazione e lo scardinamento della trave critica dalle colonne 79 e 44.


Abbiamo visto che questo "cedimento iniziale localizzato" non è realistico. Questo perché la scarsa durata degli incendi non avrebbe potuto generare le altissime temperature citate, l'acciaio non sarebbe rimasto rigido se tali temperature fossero state raggiunte, e l'espansione termica non sarebbe stata grande abbastanza da causare gli estesi danni alla trave critica immaginati dal NIST.


Questa fragile teoria ci chiede di credere che un'unica trave scardinata abbia causato il cedimento di una colonna (la n. 79), e che questo abbia portato alla distruzione totale di questo edificio di 47 piani nel giro di 6 secondi e mezzo.


Ma chi avrebbe potuto prevedere una cosa simile? Il NIST ammette che si tratta di un fenomeno molto raro che ha dovuto faticare a lungo per dimostrare:

"Il cedimento della traversa di un pavimento in un incendio è un evento raro, e infatti ci sono stati molti incendi di edifici che non hanno causato nemmeno cedimenti localizzati dei pavimenti. La sfida era determinare se un cedimento dei pavimenti causato dal fuoco avrebbe potuto verificarsi al WTC-7 in un ordinario incendio alimentato dai materiali presenti nell'edificio."  
(NCSTAR 1-9, p. 330.)

Quali geni avrebbero potuto sapere che questo "nuovo fenomeno" di espansione termica di varie traverse all'unisono avrebbe causato la deformazione di un'unica trave critica e il crollo totale dell'intero edificio diverse ore prima che questo avvenisse davvero?

Come abbiamo visto lo sapevano molte persone, inclusi almeno 60 pompieri, più di 25 addetti alle emergenze e al soccorso medico, e sia la CNN che la BBC.
[25]

13. E se credete a tutto questo...


Il NIST ha concluso questa ridicola spiegazione con la bizzarra considerazione di un'"ipotetica esplosione".


Prima il NIST ci chiede di credere che non si sia trattato di una demolizione controllata, che nessuno avrebbe piazzato esplosivi nell'intero edificio per provocare quella che è sembrata a chiunque l'abbia vista un'implosione perfettamente simmetrica, verticale e quasi a velocità di caduta libera.
Al contrario, il NIST dice che se qualcuno avesse voluto davvero demolire il WTC-7, allora avrebbe sicuramente piazzato una grossa bomba sotto quell'unica, fondamentale colonna 79. E quindi la loro storia secondo cui il cedimento di tale colonna ha potuto provocare il crollo di tutto l'edificio sarebbe vera.


Stiamo al gioco, accettiamo questa sleale premessa e vediamo cosa sarebbe avvenuto secondo il NIST in quel caso:

 
"Anche la più piccola esplosione capace di distruggere la colonna critica avrebbe provocato un boato di 130-140 decibel per almeno mezzo miglio (800 metri). Non esistono testimoni che abbiano raccontato di un tale boato, né è stato registrato nei filmati che hanno ripreso il crollo del WTC-7." 
(NCSTAR 1-A, p. xxxii.)

Essenzialmente, il NIST sta dicendo che il crollo del WTC-7 non può essere stato una demolizione controllata perché una grossa esplosione avrebbe provocato un grosso boato.
Questo, signori e signori, è il culmine di sette anni di Scienza di Bush.


14. Nessun fallimento dell'immaginazione, qui.


La Commissione 9/11 ci ha detto che gli attacchi dell'11 settembre 2001 ebbero successo per via di un "fallimento dell'immaginazione". Il NIST non verrà mai accusato di questo tipo di fallimento, dato che il suo rapporto non è altro che un cumulo di fantasiose sciocchezze.


Questa nuova spiegazione contraddice le precedenti affermazioni del NIST, ignora le più importanti prove esistenti, non ha neanche una sperimentazione reale che la sostenga, ed è così ovviamente falsa che nemmeno un personaggio inventato di un altro pianeta ci crederebbe.


Incendi che potevano durare solo 20 o 30 minuti che invece durarono 4 ore (cosa stava bruciando?). Temperature immaginarie che secondo il NIST avrebbero facilmente indebolito quello stesso acciaio nelle Torri Gemelle ("come liquirizia"), ma che lasciarono le traverse del WTC-7 perfettamente rigide in modo che potessero spingere in fuori una trave per ben 5,6 cm (2,2 pollici), in qualche modo rompendo numerosi seat bolts e pioli connettori contemporaneamente e piegando la trave, il tutto prima che le traverse stesse riportassero un qualunque danno. All'improvviso, lo scardinamento di quest'unica trave ha provocato il cedimento di vari pavimenti e la deformazione della "critica" colonna 79, e l'intero edificio è crollato in pochi secondi.


Il NIST ci dice che la maggior parte di questi eventi illogici, privi di ogni precedente e del tutto fantasiosi, sono avvenuti all'interno della "scatola" del WTC-7, prima che noi potessimo vedere qualunque cosa.


Ovviamente non hanno la minima prova che queste cose possano avvenire davvero, nel mondo reale. Ma ormai sappiamo che non importa. Gli scienziati di Bush hanno solo bisogno di mantenere la sadica storiella politica del loro capo accettabile per qualche altro mese.


Kevin R. Ryan

************************************

Note e fonti

1 Antoine de Saint Exupery, Le Petit Prince, Harcourt Brace & Co, 1943
2 NIST, Final Report on the Collapse of World Trade Center Building 7, NIST website, http://www.nist.gov/public_affairs/releases/wtc082108.html
3 NIST reports prior to September 2005, that focused solely on WTC 7, include these:
http://wtc.nist.gov/progress_report_june04/appendixl.pdf
http://wtc.nist.gov/NISTNCSTAR1-1I.pdf
http://wtc.nist.gov/NISTNCSTAR1-1J.pdf
Early NIST reports that covered WTC 7, as well as the towers, include the following:
http://www.fire.nist.gov/bfrlpubs/build03/PDF/b03040.pdf
http://wtc.nist.gov/pubs/MediaUpdate%20_FINAL_ProgressReport051303.pdf
http://wtc.nist.gov/solicitations/wtc_awardR0028.htm
http://wtc.nist.gov/media/PublicUpdateFinal.pdf
http://wtc.nist.gov/NISTNCSTAR1-1D.pdf
http://wtc.nist.gov/NISTNCSTAR1-1E.pdf
4 James Gourley, et al, "Appeal Filed with NIST, Pursuant to Earlier Request for Correction," Journal of 9/11 Studies, November 2007, http://www.journalof911studies.com/volume/2007/AppealLetterToNISTGourleyEtAl.pdf
5 Mainstream scientific articles published in support of the alternative theories for WTC 7, include the following:
Steven Jones, Frank Legge, et al, "Fourteen Points of Agreement with Official Government Reports on the World Trade Center Destruction," The Open Journal of Civil Engineering, Volume 2 Issue 1, http://www.bentham-open.org/pages/content.php?TOCIEJ/2008/00000002/00000001/35TOCIEJ.SGM
Kevin Ryan, James Gourley, and Steven Jones, "Environmental anomalies at the World Trade Center: evidence for energetic materials," The Environmentalist, August 2008, DOI: 10.1007/s10669-008-9182-4, http://www.springerlink.com/content/f67q6272583h86n4/
6 See papers by Kevin Ryan (August 2006), Eric Douglas (December 2006), and James Gourley (November 2007), at the Journal of 9/11 Studies, http://www.journalof911studies.com/
7 Popular Mechanics editors, Debunking the 9/11 Myths: Special Report, March 2005, http://www.popularmechanics.com/technology/military_law/1227842.html
8 Eric Lipton, "Fire, Not Explosives, Felled 3rd Tower on 9/11, Report Says," New York Times, August 22, 2008; James Glanz and Eric Lipton, "A NATION CHALLENGED: GROUND ZERO; Burning Diesel Is Cited in Fall Of 3rd Tower," New York Times, March 2, 2002
9 Popular Mechanics editors, Debunking the 9/11 Myths: Special Report
10 Public Broadcasting Corporation (PBS), America Rebuilds: A year at ground zero, http://www.pbs.org/americarebuilds/engineering/engineering_debris_06.html
11 Jeffrey R. Young, "Scholars Work to Rebuild the World Trade Center Virtually," The Chronicle of Higher Education, December 7, 2001, http://chronicle.com/free/v48/i15/15a02701.htm
12 Online Newshour, Collapse of Overpass in California Becomes Lesson in Construction, May 10, 2007, http://www.pbs.org/newshour/bb/science/jan-june07/overpass_05-10.html
13 World Trade Center Hotspots, Nasathermalimages.com, http://nasathermalimages.com/
14 James Glanz and Eric Lipton, "A Search for Clues In Towers' Collapse; Engineers Volunteer to Examine Steel Debris Taken to Scrapyards," The New York Times, February 2, 2002
15 Robert Sanders, "Report from ground zero: Engineer studies World Trade Center collapse for clues to failure," The Berkeleyan, October 3, 2001, http://www.berkeley.edu/news/berkeleyan/2001/10/03_grou.html
16 FEMA BPAT report, Appendix C, http://911research.wtc7.net/wtc/evidence/metallurgy/WTC_apndxC.htm
17 D.P. Grimmer, "Calculations on the Possible Use of Thermite to Melt Sections of the WTC Core Columns," June 20, 2004, Physics911.net, http://physics911.net/thermite
18 Steven E. Jones, "Why Indeed Did the WTC Buildings Completely Collapse?," Journal of 9/11 Studies, September 2006, http://journalof911studies.com/volume/200609/ Why_Indeed_Did_the_WTC_Buildings_Completely_Collapse_Jones_Thermite_World_Trade_Center.pdf
Steve E. Jones et al, "Extremely high temperatures during the World Trade Center destruction," Journal of 9/11 Studies, January 2008, http://journalof911studies.com/articles/WTCHighTemp2.pdf
19 Kevin Ryan, "The top ten connections between NIST and nano-thermites", Journal of 9/11 Studies, July 2008, http://www.journalof911studies.com/volume/2008/Ryan_NIST_and_Nano-1.pdf
20 For the 60 FDNY reports, see Graeme MacQueen, "Waiting for Seven: WTC 7 Collapse Warnings in the FDNY Oral Histories," Journal of 9/11 Studies, January 2008. For the warning given to medical responders, see History Commons (9/11 Timeline), http://www.historycommons.org/context.jsp?item=a430wtc7evacuated. For CNN and BBC, see WTC7.net, http://www.wtc7.net/foreknowledge.html.
21 Marc Jacobsen, "The Ground Zero Grassy Knoll," New York Magazine, March 20, 2006, http://nymag.com/news/features/16464/
22 The Associated Press, "Report: Fire, not bombs, leveled WTC 7 building," August 21, 2008, http://www.usatoday.com/news/nation/2008-08-21-wtc-nist_N.htm
23 NIST Advisory Committee meeting minutes, December 18th, 2007, http://wtc.nist.gov/media/NCSTACMeetingMinutes121807.pdf
24 Kevin Ryan, "Three Years Later: Another Look At Three Claims from UL," 911truth.orghttp://www.911truth.org/article.php?story=20070919215921873
25 For the 60 FDNY reports, see Graeme MacQueen, "Waiting for Seven: WTC 7 Collapse Warnings in the FDNY Oral Histories," Journal of 9/11 Studies, January 2008. For the warning given to medical responders, see History Commons (9/11 Timeline), http://www.historycommons.org/context.jsp?item=a430wtc7evacuated. For CNN and BBC, see WTC7.net, http://www.wtc7.net/foreknowledge.html.

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