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lunedì 31 gennaio 2011

Danilo Coppe: un ufficialista poco convincente

di Decalagon (articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale
VEDI ANCHE: Danilo Coppe, un ufficialista sempre meno convincente


(Scarica il video da Arcoiris.tv)

Danilo Coppe

In questi giorni è uscita sul blog di undicisettembre una nuova intervista, ancora sull'argomento relativo al crollo delle Torri Gemelle e del World Trade Center 7, fatta a Danilo Coppe, noto esplosivista italiano con oltre 600 demolizioni controllate alle spalle, conosciuto anche per altre attività come il suo ruolo di consulente per enti istituzionali riguardo i reparti invenstigativi delle forze dell'ordine e la sua nomina a Presidente dell'Istituto Ricerche Esplosivistiche. È indubbiamente uno dei maggiori esperti in questo campo, tuttavia nella sua intervista ha dimostrato notevole superficialità nel trattare gli argomenti in questione e non ha chiarito nessuno dei punti oscuri che, da ormai 10 anni, ruotano attorno al crollo dei tre palazzi più alti del WTC e che ha spinto migliaia di persone a chiedere chiarezza all'amministrazione americana. La maggior parte di loro ha fondato assocazioni per la verità sull'11 settembre che ospitano numerosi esperti di ogni settore (ingegneria, architettura, aviazione, intelligence, ufficiali militari, ecc... e anche gli stessi parenti delle vittime di questa tragedia). Riguardo all'articolo di cui sopra, la prima cosa che salta all'occhio e che desta qualche domanda è la seguente dichiarazione:
Undicisettembre: Per quanto riguarda invece la Torre 7, che è oggetto di molte polemiche, quali sono state le caratteristiche che ti consentono di escludere che si tratti di una demolizione controllata?
Danilo Coppe: Ho esaminato molte fotografie – anche inedite, perché i complottisti hanno cercato di convincermi e quindi mi hanno mandato anche foto non pubblicate – dove si vede che i crolli delle due Torri Gemelle hanno gravemente lesionato la struttura del WTC7 prima che questo crollasse. Ci sono foto fatte dall’alto e si vedono chiaramente le gravissime lesioni che ha subito il WTC7. Inoltre la struttura del WTC7 era molto stretta e alta, che è la tipologia ideale di manufatto da demolire, perché basta eliminare pochi appoggi e questo crolla. Nel caso particolare, le macerie e i grossi blocchi che si sono staccati dalle Twin Towers, durante il loro crollo, hanno invaso la base perimetrale del WTC7 stesso e l'hanno colpito con pezzi anche ai piani intermedi, determinando lo stesso fenomeno accaduto alle Twin Towers, cioè la rottura di tiranti e puntoni di una struttura reticolare, che quindi non aveva più i presupposti per stare in equilibrio.
Quindi Coppe non sostiene la versione governativa, ovvero il rapporto del NIST NCSTAR 1A, il quale afferma cose ben diverse: il palazzo numero sette, secondo le indagini ufficiali, sarebbe crollato solamente a causa degli incendi sviluppati nella sua struttura. Infatti a pagina 48 del PDF possiamo leggere le seguenti dichiarazioni:


Traduzione
  • Nè gli elementi di trasferimento (traverse, travi, travi a sbalzo) nè i piani rinforzati (piano 5 e 7) hanno giocato un ruolo significativo nel crollo del WTC7. Nè la sottostazione Con Edison ha giocato un ruolo significativo nel crollo del WTC7.

  • Non ci sono prove che suggeriscano che vi fosse danno al Materiale Antincendio Spruzzato che è stato applicato alle colonne di acciaio, alle traverse e alle travi, tranne che nella vicinanza del danno strutturale dovuto al crollo del WTC1, che era vicino al lato ovest della facciata sud del palazzo.

  • Anche senza il danno strutturale iniziale causato dall'impatto dei detriti del crollo del WTC1, il WTC7 sarebbe crollato da incendi che avessero avuto le stesse caratteristiche di quelli avvenuti l'11 settembre 2001. 
Dunque i danni di cui parla Coppe sono del tutto ininfluenti, secondo il NIST, per valutare il crollo dell'edificio sette. Quindi perché citarli in primo luogo se non hanno nulla a che vedere con le cause del cedimento? E questa non è l'unica discrepanza fra il NIST e l'intervistato: un'altra sua curiosa affermazione riguarda i presunti danni provocati dai Boeing 767 che hanno colpito le Torri Gemelle.
Undicisettembre: Il crollo delle Torri Gemelle inizia dall'alto, proprio dove sono state colpite dall'aeroplano. Se fosse stata una demolizione controllata, gli esplosivi sarebbero stati piazzati proprio lì: in alto. Avrebbe senso nel caso delle Torri Gemelle? Dove dovrebbero essere piazzati gli esplosivi?

Danilo Coppe: Assolutamente sarebbero stati piazzati alla base con la maggior concentrazione, poi distribuiti per tutto lo sviluppo a intervalli di 3, 4 o 5 piani uno dall'altro. Il problema è che in un caso l'aereo ha colpito la torre in un punto tale da lasciare sopra di sé circa 17 piani e nell'altro caso c’erano sopra 32 piani. Quindi avevamo dei manufatti in un caso di 17 piani e nell'altro di 32 piani che stavano sopra un varco di circa 3 piani di altezza con le strutture portanti compromesse; quasi nove metri in cui il Boeing 767 ha asportato gli appoggi principali e quindi questi due grossi complessi hanno ceduto in quelle zone per motivi di peso. Tra l'altro è crollato prima l'edificio che è stato colpito per secondo, proprio perché c'erano 32 piani che gravavano sul varco, sullo squarcio. Mentre l'altro edificio ha tenuto di più perché c'erano “solo” 17 piani. Immaginate un palazzo di 17 piani che cade da 9 metri di altezza: è ovvio che distruggerebbe in maniera coassiale tutto ciò che vi sta sotto.
Coppe sostiene che gli appoggi principali delle torri (ovvero le 47 colonne portanti interne del CORE) sarebbero stati distrutti dagli impatti aerei. Il NIST però ci dice una cosa molto diversa che è riassunta in questa immagine (tratta dal rapporto ufficiale):

Clicca per ingradire l'immagine

La Torre Nord aveva 34 colonne intatte sulle 47 totali, mentre alla Torre Sud ne erano rimaste 37, rispettivamente. Oltre tre quarti degli appoggi principali, quindi, erano rimasti intatti: pertanto non sono esistiti  i presupposti che possano aver visto protagonista un "palazzo di 17 piani (la sezione superiore delle torri, in questo caso) che crolla da 9 metri di altezza attraverso il vuoto", visto che vuoto non era. Inoltre non spiega assolutamente niente delle modalità di caduta delle sezioni superiori dei palazzi, le quali avrebbero attraversato entrambe 80 e più piani di struttura perfettamente integra (47 colonne d'acciaio del nucleo, saldate dalle fondamenta fino al tetto, oltre alla densa rete di colonne perimetrali esterne) a velocità sostanzialmente di caduta libera. Ma una delle affermazioni più emblematiche di Coppe, ripetuta numerose volte e in più occasioni, è la seguente:
Per quanto riguarda invece il tempo di crollo, nel caso delle Twin Towers è stato impiegato lo stesso tempo che se fosse stato un crollo voluto o una demolizione controllata.
Sarebbe decisamente il caso di approfondire questo aspetto dei crolli vista e considerata la particolare struttura degli edifici in questione. Come ha fatto un crollo gravitazionale a procedere attraverso il percorso di maggior resistenza a velocità praticamente di caduta libera? Come mai il CORE, composto dalle 47 colonne centrali, oltre alla struttura portante del perimetro esterno, non ha fornito la minima resistenza alla massa in caduta?
Undicisettembre: Se tu avessi avuto l'incarico di demolire le Torri Gemelle, che tipo di esplosivo avresti utilizzato?

Danilo Coppe: Sicuramente avrei utilizzato delle cariche cave lineari a base di RDX o di Pentrite, che sono due esplosivi molto veloci. Certamente un'operazione del genere avrebbe richiesto settimane e settimane di posizionamento delle cariche, con grovigli di fili elettrici per decine e decine di chilometri di collegamenti e anche con la certezza matematica di rompere i vetri di tutto il quartiere, perché avrebbero determinato un'onda sonora elevatissima. Sarebbe stato l'unico modo per tagliare quelle strutture portanti in acciaio.
Tralasciando il fatto che, come vedremo più avanti, nelle polveri del WTC è stata trovata nano-thermite (e questo include metodi di detonazione totalmente differenti rispetto alle cariche esplosive tradizionali), ma l'aspetto più interessante tirato in ballo da Coppe è proprio quello riguardante le onde sonore sprigionate dalle esplosioni. 
"I nanoenergetici sono promettenti quanto gli ingredienti utili per le armi termobariche (TBX e simili), in particolare grazie al loro elevato grado di tollerabilità per quanto riguarda il rilascio di energia e la loro gestione dell'impulso." [1]
La caratteristica di "gestione dell'impulso" può essere significativa. È possibile che le formulazioni possano essere state scelte per avere un effetto percussivo appena sufficiente per ottenere la frammentazione desiderata, riducendo al minimo il livello di rumorosità.  [2] Quindi il problema dell'onda sonora sembra che non si ponga assolutamente, soprattutto se consideriamo che gli schermi insonorizzanti per le cariche esplosive non sono una novità nemmeno per Danilo Coppe, visto che la sua stessa società di demolizioni ne fa uso, come si legge in uno dei casi descritti sul sito della SIAG:
Genova (GE) - Ponte ferroviario sul Polcevera 2Completata con successo anche la demolizione della seconda campata del viadotto ferroviario in acciaio sul Polcevera a Genova. Con l’esperienza maturata nella prima fase, sono stati riprogettati gli schermi insonorizzanti delle cariche, evitando in questa occasione, di generare onde sonore dannose ai vetri del circondario.  [3]

Altro che "certezza matematica": mi domando perché non si sia discusso anche di questo aspetto.
Undicisettembre: Quindi sarebbe stato impossibile che nessuno degli occupanti degli edifici si accorgesse che qualcuno stava venendo a porre queste cariche esplosive in tutto questo tempo?

Danilo Coppe: È categoricamente impossibile perché, tra l'altro, queste orditure in acciaio sono spesso ricoperte da cartongesso o laterizio leggero, che serve tra l'altro come sistema di fissaggio dei servizi quali tubi dell'acqua o cavi elettrici, che vengono così fissati alle putrelle ed alle altre orditure in acciaio. Quindi un eventuale demolitore avrebbe dovuto levare tutti questi materiali, posizionare le cariche, rifare tutte le tappezzerie e tutti i pannellamenti che ricoprivano le orditure. È un'operazione che richiederebbe mesi e mesi di padronanza totale della struttura.
Come si può leggere dalla FAQ numero 4 del crollo delle Torri, per guadagnare l'accesso alle colonne portanti del "core" interno e poterle minare sarebbe bastato passare dai pozzi degli ascensori, il che sembra l'alternativa più facile, veloce ed efficace. C'è da aggiungere che le colonne centrali delle Torri non erano visibili dagli uffici, quindi nessuno avrebbe potuto accorgersi di un'eventuale manomissione. Forse è solo un caso che la società "ACE Elevator" eseguì un ammodernamento degli ascensori di entrambe le Torri Gemelle che finì qualche mese prima l'11 settembre 2001 (durò circa nove mesi). Fu uno fra i più grandi lavori di ammodernamento ascensori della storia.
Non mi pare ci sia nulla di "categoricamente impossibile", quindi.
Undicisettembre: La maggior parte dei complottisti ha sostenuto che le Torri Gemelle e l'edificio 7 siano stati demoliti con la termite, poi sono passati alla supertermite o nanotermite. È possibile demolire dei grattacieli con queste sostanze?

Danilo Coppe: La termite non è un esplosivo: la termite è una sostanza chimica molto semplice da reperire perché è ossido di ferro e alluminio. Viene utilizzata per fare le saldature nella cosiddetta alluminotecnica: è un primer che si attiva a fronte di temperature di innesco di almeno sei, settecento gradi e solo allora si innesca questa mescola che produce un effetto “fusione”; non certamente un effetto “esplosivo”. Anche in questo caso collocare dei sacchi di termite e dei dispositivi che possano dare simultaneamente o anche gradualmente sei, settecento gradi in ogni punto in cui viene posizionata la termite è assolutamente impossibile. Anche se parliamo di supertermite è la stessa cosa; la supertermite o nanotermite è ancora ossido di ferro più alluminio, ma con l'aggiunta di silice. Non cambia nulla.
Innanzi tutto è doveroso fare una precisazione: la sostanza trovata nelle polveri non è thermite ordinaria, ma nano-thermite [4]. Vediamo che cos'è prendendo spunto da uno studio sui nanocomposti precedente agli attentati:
"I compositi nanostrutturati sono materiali multicomponenti in cui almeno uno dei componenti ha una o più dimensioni (lunghezza, larghezza o spessore) nella gamma di dimensioni nanometriche, definite da 1 a 100 nm. I nanocompositi energetici sono una classe di materiali che hanno sia un componente combustibile che un comburente (agente ossidante) intimamente mescolati e in cui almeno uno dei componenti soddisfi la definizione di dimensione nanometrica. Un sol-gel derivato da un pirotecnico è un esempio di un nanocomposto energetico, in cui le nanoparticelle di ossido metallico reagiscono con i metalli o altri combustibili a reazioni molto esotermiche. Il carburante si trova all'interno dei pori della matrice solida, mentre l'ossidante comprende almeno una parte dello scheletro della matrice." "Per fare un esempio, i nanocompositi energetici di FexOy e alluminio metallizzato sono facilmente sintetizzati. Le composizioni sono stabili, sicure e possono essere facilmente infiammabili." [5]
Inoltre, secondo Coppe, non esiste alcuna differenza fra thermite ordinaria e nano-thermite tranne la semplice aggiunta di silice. Vediamo cosa dicono in proposito gli studi sui nanocomposti:
Abbiamo notato che la thermite ordinaria agisce come una sostanza incendiaria quando viene innescata. Tuttavia, quando gli ingredienti sono in grani ultra-fini e sono intimamente mescolati fra loro, la mistura reagisce molto rapidamente, anche esplodendo [6]. Così, c'è una forma conosciuta come un nanocomposto energetico, o "super-thermite", composto da alluminio e ossido di ferro con almeno un componente di approsimativamente 100 nm o inferiore, spesso assieme a silicio e carbonio. [7-8]
 "La velocità di reazione tra nano-alluminio e ossidi di metallo può essere significativamente superiore a quella osservata con le tradizionali polveri thermitiche in formato di dimensioni in micron. Le reazioni che hanno luogo tra il metallo e le polveri di ossido di metallo sono accompagnate dalla generazione di altissime temperature (> 3000 K). La super-thermite, formata da una miscela di nanopolveri di alluminio e ossido di metallo risulta essere nel tasso di rilascio di energia di due ordini di grandezza superiori a quelli costituiti da miscele simili di reagenti in dimensioni di micron." [9]
Notiamo perciò che almeno un componente deve essere di almeno 100 nm (nanometri) o inferiore. Inoltre il composto si accende a temperature più basse rispetto alla thermite ordinaria, reagisce molto più rapidamente, produce temperature più elevate e può esplodere.
Undicisettembre: Quindi la termite o la supertermite non fa un botto, non fa un rumore come di un esplosivo quando agisce?
Danilo Coppe: Nessun rumore. Nel momento in cui si attiva il sistema di innesco, che può essere al plasma o a elettrodo, si sviluppa questa temperatura nel silenzio più assoluto e si fonde il materiale che gli sta a contatto.
Guardiamo questi esperimenti fatti con la thermate (thermite ordinaria con aggiunta di zolfo):



Come vediamo il composto può esplodere, a differenza di quello che sostiene Coppe. E come è stato fatto notare poco sopra, anche i nanocomposti energetici come la nano-thermite (o super-thermite, che sono la stessa identica cosa) possono reagire esplodendo. Il dubbio ce lo possiamo togliere leggendo qui:
"La 221esima riunione nazionale dell'American Chemical Society tenutasi nel mese di aprile 2001 a San Diego ha discusso in primo luogo di un convegno sulle applicazioni di difesa dei nanomateriali. Una delle 4 sessioni si intitolava nanoenergetici... Questa sessione ha fornito una buona rappresentazione dell'ampiezza dei lavori in corso in questo campo, che è di circa 10 anni... A questo punto in tempo utile, tutti i servizi militari e alcuni DOE e laboratori accademici sono attivi in un programma di ricerca e sviluppo volto a sfruttare le proprietà uniche dei nanomateriali che hanno del potenziale per essere utilizzati nelle formulazioni energetiche per gli esplosivi avanzati... " [10]
Come si può leggere, le differenze fra thermite commerciale e nano-thermite sono abissali, e l'affermazione che questi composti non possano esplodere risulta palesemente inesatta.
Concludiamo con quest'ultima citazione.
Undicisettembre: Quindi la presenza di queste pozze non potrebbe essere attribuita a una demolizione controllata o alla presenza di esplosivi?

Danilo Coppe: No, no, assolutamente. L'esplosivo di per sé non fa nessun effetto di questo genere. L'unica cosa che fa pozze di materiale fuso è appunto la termite; però vi ricordo che la termite è ossido di ferro e alluminio, e l'alluminio era molto presente all'interno del manufatto, nei sistemi di separazione di ambienti, uffici e cose del genere, perché l'edificio era molto pannellato; quindi l'alluminio, di fronte a un incendio di notevole entità, avendo un punto di fusione molto basso, può aver effettivamente creato queste pozze. Ma questo è un problema legato alla grande quantità di aviocarburante che era presente ed al successivo incendio che si è sviluppato.
Coppe riconosce che l'unica causa delle pozze del "materiale" fuso trovate dai soccorritori  può derivare solo da un prodotto thermitico, mentre allo stesso tempo afferma che ciò che è stato ritrovato fuso sotto le macerie era l'alluminio dei pannelli degli edifici, fenomeno causato dal kerosene trasportato dagli aerei. Ovviamente questa è una speculazione priva di documentazioni, rispetto a chi parla di acciaio fuso le cui prove esistono in abbondanza. E poi se l'unica cosa che fa pozze di materiale fuso è la thermite, perché successivamente aggiunge che è stato un problema legato al kerosene degli aerei? O è una cosa o è l'altra, quindi il discorso di Coppe non sta in piedi.





La stessa Appendice C del rapporto FEMA (Federal Emergency Management Agency), nella quale è descritta una perizia metallurgica su alcuni reperti del WTC, parla di una corrosione anomala dell'acciaio dovuta ad un'azione di sulfurazione e ossidazione ad alta temperatura (circa 1000°C) che ha praticamente liquefatto l'acciaio [11]. Come descritto nel riassunto del reperto 1:
Riassunto del reperto 1
L'assottigliamento dell'acciaio è avvenuto tramite una corrosione ad alta temperatura, a causa di una combinazine di ossidazione e solfurazione. 
Il riscaldamento dell'acciaio in un ambiento corrosivo caldo che si avvicina ai 1000° C. produce una mistura eutettica di ferro, ossigeno e zolfo che ha liquefatto l'acciaio. L'azione della solfurazione sui grani esterni dell'acciaio ha accelerato la corrosione e l'erosione dell'acciaio.
E conclude dicendo:
La grave corrosione e conseguente erosione dei campioni 1 e 2 sono un evento molto raro. Non è stata trovata alcuna spiegazione chiara per la provenienza dello zolfo. La rapidità a cui la corrosione è avvenuta è anch'essa sconosciuta. E' possibile che essa sia il risultato di un riscaldamento molto lungo e duraturo nel terreno in seguito al crollo degli edifici. E' anche possibile che il fenomeno sia cominciato prima del crollo e abbia accelerato l'indebolimento della struttura di acciaio. Uno studio approfondito sui meccanismi di questo fenomeno è necessario* per capire se e quali rischi corrono le strutture di acciaio attualmente esistenti se sottoposte a incendi gravi e duraturi.
 *Lo studio in questione, purtroppo, non è mai stato fatto.

NOTA: Coppe afferma che le pozze di metallo fuso (secondo lui alluminio, anche se i documenti smentiscono questa ipotesi) sono state causate dall'aviocarburante dei jet commerciali impattati contro le torri: ma c'è un problema. Il WTC7 non è stato colpito da nessun aereo, eppure le pozze sono state trovate anche sotto le sue macerie.

Sostanzialmente, nella sua intervista, Coppe asserisce che le caratteristiche visibili dei crolli sono comparabili a quelle di una demolizione affermando poi che "la teoria del complotto" non è fattibile, senza mai addentrarsi nello specifico: infatti, come si può leggere, ribadisce più volte che sia i tempi che le modalità del crollo sono assimilabili a quelle di una demolizione controllata, a parte la PRIMA distinzione di "natura fonometrica" (per capirci, "mancano i botti", ma come abbiamo visto è un problema non insormontabile). Oltre a questo non rimane in piedi assolutamente nulla del pensiero di Coppe, a parte vari "impossibile, infattibile e impensabile", mai dovutamente argomentati e mai seguiti da un'analisi tecnica adeguata.
  
Riferimenti

[1] Miziolek AW. Nanoenergetics: an emerging technology area of national importance. Amptiac Q 2002; 6(1): 43-48. [Accessed February 7, 2009]. Available from: http://www.p2pays.org/ref/34/33115.pdf
[2] http://xoomer.virgilio.it/911_subito/studio_nanothermite.html
[3] Demolizione Ponte ferroviario sul Polcevera 2http://www.esplosivi.it/sites/0/IT/art_bestof.tpl?id=104802&fam=101091
[4] http://en.wikipedia.org/wiki/Nano-thermite
[5] Gash AE, Simpson RL, Tillotson TM, Satcher JH, Hrubesh LW. Making nanostructured pyrotechnics in a beaker. pre-print UCRL-JC-137593, Lawrence Livermore National Laboratory: Livermore, Ca; April 10, 2000. [Accessed February 7, 2009]. Available from: http://www.osti.gov/energycitations/product.biblio.jsp?osti_id=15007525 
[6] Miziolek AW. Nanoenergetics: an emerging technology area of national importance. Amptiac Q 2002; 6(1): 43-48. [Accessed February 7, 2009]. Available from: http://www.p2pays.org/ref/34/33115.pdf
[7] Gash AE, Simpson RL, Tillotson TM, Satcher JH, Hrubesh LW. Making nanostructured pyrotechnics in a beaker. pre-print UCRL-JC-137593, Lawrence Livermore National Laboratory: Livermore, Ca; April 10, 2000. [Accessed February 7, 2009]. Available from: http://www.osti.gov/energycitations/product.biblio.jsp?osti_id=15007525
[8] Tillotson TM, Gash AE, Simpson RL, Hrubesh LW, Satcher JH, Jr, Poco JF. Nanostructured energetic materials using sol-gel methodologies. J Non-Cryst Sol 2001; 285: 338-345. [Accessed February 7, 2009]. Available from: http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6TXM-435KKJV-2G&_user=10&_rdoc=1&_fmt=&_orig=search&_sort=d&view=c&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=96168ef14a007c2cc1dee1667b0d1b2f
[9] Puszynski JA. Reactivity of nanosized Aluminum with metal oxides and water vapor. Mater Res Soc Symp Proc 2004; 800: AA6.4.1. [Accessed February 7, 2009]. Available from: http://www.mrs.org/s_mrs/sec_subscribe.asp?CID=2642&DID=115976&action=detail
[10] Miziolek AW. Nanoenergetics: an emerging technology area of national importance. Amptiac Q 2002; 6(1): 43-48. [Accessed February 7, 2009]. Available from: http://www.p2pays.org/ref/34/33115.pdf
[11] http://www.fema.gov/pdf/library/fema403_apc.pdf 

domenica 23 gennaio 2011

Il “Soldato d’Inverno” Mike Prysner

di Massimo Mazzucco (fonte)

La cosiddetta “Winter Soldier Investigation” fu una campagna di protesta condotta nel 1971 da alcuni reduci del Vietnam, che denunciarono pubblicamente i crimini di guerra e le atrocità commesse dai soldati americani in Indocina.

“Winter Soldier Iraq & Afghanistan” è una campagna simile, nata nel 2008 e ispirata a quella originale, nella quale i reduci delle guerre di Afghanistan e Iraq denunciano lo stesso tipo di atrocità e crimini di guerra perpetrati dall’esercito americano nelle recenti guerre in quei territori.

Naturalmente i grandi media ignorarono quasi del tutto la “Winter Soldier” originale, quanto hanno ignorato la sua versione più recente. Sanno bene che basterebbe passare in prima serata una testimonianza come quella che presentiamo di seguito, per vedere cambiare di colpo il volto della nazione – e probabilmente della storia stessa.


[All’interno il testo completo tradotto in italiano. Al più presto su arcoiris.tv la copia in HD]

E’ evidente che di fronte ad una lucida analisi come quella di Prysner non si possano più fare grandi distinzioni fra presidenti democratici o repubblicani (negli Stati Uniti), o fra governi “di sinistra” oppure “di destra” (in Europa), in quanto risultano tutti dei semplici strumenti al servizio dello stesso padrone.

Massimo Mazzucco
 
Segue la trascrizione completa del testo tradotto in italiano.

Mi chiamo Mike Prysner. Sono partito per l’addestramento di leva nel giorno del mio diciottesimo compleanno, nel giugno 2001. Sono stato assegnato alla Decima Divisione di Montagna, e nel marzo 2003 sono partito con la 173a Brigata aviotrasportata per il nord Iraq.

Quando sono diventato militare, ci dissero che il razzismo nell’esercito era scomparso. Una lunga tradizione di diseguaglianza e discriminazione era stata spazzata via da una cosa chiamata “Programma di Pari Opportunità”.

C’erano dei corsi obbligatori, nei quali un rappresentante si assicurava che nessun elemento di razzismo potesse riemergere fra di noi. L’esercito sembrava deciso a far scomparire qualunque sfumatura di razzismo.

Poi ci fu l’11 di settembre, e cominciai a sentire parole nuove, come “Testa di tovagliolo” e “Fantino di cammelli”, o la più sconcertante di tutte, “Negro della sabbia”. Queste parole non venivano inizialmente dai miei compagni, ma dai miei superiori, il sergente del plotone, il sergente della compagnia, il comandante del battaglione. Di colpo questi feroci termini razzisti erano diventati accettabili fino ai più alti livelli della gerarchia militare.

La maggioranza del razzismo veniva dai veterani della Prima Guerra del Golfo. Erano quelle le parole usate quando incenerivano un convoglio di civili, quando ci ordinavano la distruzione di una infrastruttura, oppure il bombardamento dei depositi d’acqua, pur sapendo che avrebbe causato la morte centinaia di migliaia di bambini. Queste sono le parole usate dal popolo americano quando ha permesso al nostro governo di imporre le sanzioni all’Iraq. Molti questo lo dimenticano. Ma noi non possiamo dimenticarlo.

Abbiamo saputo di recente di aver ucciso oltre un milione di iracheni. ma avevamo già ucciso un milione di iracheni negli anni ’90, con le sanzioni e con i bombardamenti, prima dell’invasione. Ma le vere cifre sono molto più alte.

Quando arrivai in Iraq, nel 2003, imparai una nuova parola: “Hajji”. “Hajji” era il nemico. “Hajji” era ogni iracheno. Non era una persona, un padre, un insegnante, o un lavoratore. E’ importante capire da dove viene questa parola, che abbiamo ripetuto molte volte qui a “Winter Soldier”: una delle cose più importanti per i musulmani è fare un pellegrinaggio alla Mecca, cioè “Haj”. “Hajji” è colui che ha fatto un pellegrinaggio alla Mecca. È qualcosa di assolutamente importante nella tradizione religiosa dell’Islam. Noi abbiamo preso la cosa migliore dell’Islam e l’abbiamo trasformata nella cosa peggiore.

Ma la storia non è iniziata con noi. E’ dal giorno in cui è nato questo paese che il razzismo è stato usato per giustificare l’espansione e l’oppressione. I nativi americani venivano chiamati “selvaggi“. Gli africani venivano chiamati nei modi più diversi, pur di giustificarne la schiavitù. E i veterani del Vietnam conoscono molte parole usate per giustificare la guerra imperialista. “Hajji” è la parola che usavamo in questa particolare missione che vi voglio raccontare. Abbiamo sentito di molte missioni nelle quali si buttavano giù le porte delle case e si saccheggiavano gli averi dei loro proprietari. Ma questa missione fu diversa. Non mi fu mai data una spiegazione per gli ordini ricevuti. Ci fu soltanto detto che un certo gruppo di cinque o sei case ora apparteneva all’esercito americano, e che dovevamo entrare e mandare via le famiglie che vi abitavano.

Siamo entrati in quelle case e abbiamo informato le famiglie che quelle case non appartenevano più a loro. Non gli abbiamo dato un’alternativa, nessun posto dove andare, nessuna ricompensa. Loro erano estremamente confusi e spaventati, e non sapevano cosa fare. Siccome non volevano andarsene abbiamo dovuto buttarli fuori con la forza. In una famiglia in particolare c’era una donna con due bambine piccole, un uomo molto anziano e due uomini di mezza età: li abbiamo trascinati fuori tutti, li abbiamo buttati in mezzo alla strada, e abbiamo arrestato gli uomini perché si rifiutavano di andarsene.

Abbiamo arrestato l’uomo anziano, e li abbiamo mandati tutti in prigione. Allora non sapevo che cosa succedesse alla gente quando gli legavi le mani dietro la schiena e gli mettevi un sacchetto sulla testa.

Sfortunatamente qualche mese dopo l’ho scoperto. Mancava personale per gli interrogatori, e io fui assegnato agli interrogatori. Ho assistito a centinaia di interrogatori, e ve ne voglio raccontare uno in particolare, perché in quel momento mi fu chiara la vera natura della nostra occupazione.

Dovevo interrogare questo detenuto che era rimasto in mutande, con le mani legate dietro la schiena e un sacchetto sulla testa. Non ho mai visto quest’uomo in volto. Il mio compito era di prendere una sede metallica e di sbatterla con forza contro il muro vicino alla sua testa. Lui teneva la faccia al muro, con il naso che toccava la parete, mentre un altro soldato gli ripeteva le stesse domande all’infinito. Qualunque fosse la risposta, io dovevo continuare a sbattere la sedia contro il muro.

Abbiamo continuato fino a quando ci siamo stancati. Mi fu detto di stare attento che il prigioniero rimanesse sempre in piedi contro il muro, che io ero incaricato di fare la guardia a questo prigioniero, e che il mio compito era di assicurarmi che rimanesse sempre in piedi. Io però notai che aveva un problema alla gamba, una ferita, e lui continuava a cadere a terra.

Quando il sergente tornava mi diceva di rimetterlo in piedi, e io dovevo tirarlo su e metterlo contro il muro. Lui continuava a cadere, e io dovevo continuare a tirarlo su e rimetterlo in piedi contro il muro. Ad un certo punto il mio sergente arrivò tutto arrabbiato, perchè non riuscivo a farlo stare sempre in piedi.

Sollevò l’uomo e lo sbattè più volte contro il muro, poi se ne andò. Quando l’uomo cadde nuovamente a terra, notai che usciva del sangue da sotto il sacchetto che aveva sulla testa. A quel punto lo lasciai seduto, e quando vedevo il sergente che tornava gli dicevo di alzarsi velocemente e di mettersi in piedi. A quel punto mi resi conto che mentre io avrei dovuto proteggere la mia unità da questo detenuto, in realtà stavo proteggendo questo detenuto dalla mia unità.

Cercavo di sentirmi fiero del mio lavoro, ma riuscivo solo a provare vergogna, e il razzismo non era più sufficiente a giustificare l’occupazione. Queste erano persone. Questi erano esseri umani. Da allora vengo travolto dai sensi di colpa ogni volta che vedo un uomo anziano, come quello che non riusciva a camminare e che noi abbiamo messo su una barella, dicendo alla polizia irachena di portarselo via. Mi sento in colpa ogni volta che vedo una madre con i suoi figli, come quella che ci urlava disperata che noi eravamo peggio di Saddam, mentre la cacciavamo via da casa. Provo sensi di colpa ogni volta che vedo una ragazza come quella che ho trascinato in mezzo ad una strada.

Ci hanno detto che dovevamo combattere i terroristi, ma il vero terrorista ero io, e il vero terrorismo è l’occupazione. Da sempre il razzismo nell’esercito è stato un importante strumento per giustificare la distruzione e l’occupazione di un altro paese. È stato a lungo utilizzato per giustificare le uccisioni, la prevaricazione e la tortura di altre persone. Il razzismo è l’arma vitale utilizzata dal nostro governo. È un’arma molto più importante di un fucile, di un carro armato, di un bombardiere o di una nave da guerra. Distrugge più di un proiettile di mortaio, di una bomba di profondità, o di un missile Tomahawk. Mentre tutte queste armi vengono prodotte e sono di proprietà del nostro governo, non possono fare danni senza una persona che le voglia utilizzare.

Quelli che ci mandano in guerra non devono tirare il grilletto né sparare colpi di mortaio. Loro non debbono combattere la guerra. Loro devono solo “vendere” la guerra. Hanno bisogno di una popolazione disposta a mandare i propri soldati a rischiare la vita, ed hanno bisogno di soldati che siano disposti a uccidere o ad essere uccisi senza fare domande.

Possono anche spendere miliardi per una singola bomba, ma quella bomba diventa un’arma soltanto quando i soldati dell’esercito sono disposti ad eseguire l’ordine di utilizzarla. Possono mandare soldati in ogni parte del mondo, ma ci saranno guerre soltanto dove i soldati le vorranno combattere.

La classe al potere, i miliardari che traggono profitto dalle sofferenze umane, si preoccupano solamente di aumentare la propria ricchezza, di controllare l’economia mondiale. Dobbiamo capire che la loro forza sta solo nella loro capacità di convincerci che la guerra, l’oppressione e lo sfruttamento degli altri siano nel nostro interesse.

La loro capacità di convincerci ad uccidere e a morire è basata sulla loro abilità nel farci credere che siamo in qualche modo superiori.

I soldati, marinai, i Marines, gli aviatori non hanno nulla da guadagnare da questa occupazione.

La grande maggioranza delle persone che vivono negli Stati Uniti non ha nulla da guadagnare da questa occupazione, ma anzi soffre a causa di questa. Perdiamo gambe e braccia, e diamo la nostra vita. Le nostre famiglie sono obbligate a veder seppellire bare avvolte dalla bandiera. Ci sono milioni di persone in questo paese che non hanno lavoro, assicurazione medica o accesso all’educazione, e che devono stare a guardare un governo che spende oltre 450 milioni di dollari al giorno per questa occupazione.

Poveracci e lavoratori di questa nazione vengono mandati ad uccidere poveracci e lavoratori di un’altra nazione, affinché i ricchi diventino più ricchi. Ma senza il razzismo i soldati capirebbero che hanno molto più in comune con la gente irachena che con i miliardari che ci mandano in guerra.

Io ho gettato intere famiglie in mezzo alla strada in Iraq, solo per tornare a casa e vedere intere famiglie gettate in mezzo alla strada da questa tragica e non necessaria crisi dei mutui, solo per svegliarmi e capire che il nostro vero nemico non abita in terre lontane. Il nostro nemico non è gente sconosciuta, con una cultura che non capiamo, ma è gente di cui conosciamo benissimo nome e cognome.

Il nemico è un sistema che scatena una guerra quando c’è da guadagnarci. Il nemico sono i direttori delle Corporation che ci licenziano quando gli conviene. Sono le compagnie di assicurazione che ci negano la copertura medica quando gli conviene. Sono le banche che ci portano via la casa quando c’è da guadagnarci. Se noi ci organizziamo e combattiamo insieme ai nostri fratelli e sorelle possiamo fermare questa guerra, possiamo fermare questo governo, e possiamo creare un mondo migliore.

Traduzione di Massimo Mazzucco per luogocomune.net

Il video originale:

venerdì 21 gennaio 2011

La conferma degli esperti: non ci sono prove che collegano i dati FDR al volo American 77

 I dati FDR mostrano che le capacità di funzionamento per un 757 vengono superate, e non supportano l'impatto con il Pentagono 


Ciò che segue è la smentita di un documento a cura di Frank Legge (disponibile qui), il quale sostiene di aver svolto una nuova analisi dei dati del Flight Data Recoder del presunto American 77 che confermerebbe la sua rotta ufficiale durante l'avvicinamento al Pentagono. 
Di Rob Balsamo  (Pilots for 9/11 Truth). Traduzione di Decalagon e Dr-Jackal (fonte). 

http://i47.photobucket.com/albums/f178/myphotos1960/banners/Banner030109Slim1.jpg

Dennis Cimino, esperto in Flight Data Recorders, ha confermato che i dati forniti attraverso il Freedom of Information Act (FOIA) da parte del National Transportation Safety Board (NTSB) sono privi delle informazioni cruciali che, secondo Dennis, avrebbero dovuto essere presenti per collegare i dati di un determinato aeromobile con relativa flotta. L'NTSB ha fornito tre insiemi di dati attraverso il FOIA per quello che, secondo loro, è riferito ad American 77, N644AA. Un file csv, una ricostruzione computerizzata e un file di dati grezzi. Rob Balsamo di Pilots for 9/11 Truth, insieme a numerosi altri esperti nel settore dell'aviazione, tra cui investigatori addestrati per le indagini riguardanti incidenti aerei, hanno analizzato questi file e hanno determinato che essi non supportano l'impatto con il Pentagono. I dati mostrarono anche il superamento con ampio margine dei limiti di progettazione di un 757 standard. Questo si basa su dati precedentemente verificati da numerosi esperti, compresi quelli che hanno riferito di aver pilotato personalmente gli aerei usati per gli attacchi del 9/11 (Vedi - "Flight Of American 77", "9 / 11: attacco contro il Pentagono" e "9 / 11: World Trade Center Attack" a Pilotsfor911Truth.org per le analisi e le interviste dettagliate e complete).

Un file in particolare, il file binario compresso che si pensava fosse un dettaglio preso direttamente dai dati dal Flight Data Recorder, è stato recentemente analizzato da un presunto esperto di computer. Egli ha affermato di aver decodificato 4 secondi in più rispetto al valore dei dati, soprattutto oltre la decodifica dell'NTSB, anche se i dati "aggiuntivi" non sono stati verificati da nessuno. La ragione per cui è stata fatta questa affermazione è perché il NTSB non ha decodificato questi dati "aggiuntivi", a causa di un presunto "bug" nel software utilizzato, insieme con i software impiegati dal produttore dei FDR (L3 Communications). Se è corretto, questo ha gravi conseguenze per la Sicurezza del Volo in quanto questi dati sono utilizzati per la promozione di un volo sicuro attraverso le variazioni nella regolamentazione e della procedura. Il NTSB e L3 sono stati contattati, insieme ad una relazione per la sicurezza aerea depositata presso la NASA. Non c'è stata alcuna risposta che conferma tale "bug".

Un documento è stato recentemente pubblicato dal precedentemente menzionato "esperto" di computer insieme a un presunto chimico degli autori. Essi sostengono che i 4 secondi extra supportino l'impatto con il Pentagono. Essi basano questa affermazione su un parametro del Radio Altimetro in cui il NTSB ha classificato come "non funzionante o non confermato" nel rapporto del NTSB sul FDR(1). Quando è stato fatto un controllo incrociato con il "lavoro confermato" (working and confirmed) dell'altimetro primario indicante i dati dell'altitudine vera, è risultato che il velivolo era ancora troppo alto per colpire il Pentagono (2). Questo può solo significare che il radio altimetro stava misurando da un oggetto sopra il livello del suolo.

Il radioaltimetro non garantisce la misura da terra. L'apparecchio misura qualunque oggetto si stia sorvolando entro una certa gamma (un edificio, alberi ... ecc). La capacità di monitoraggio del radio altimetro è di 330 piedi al secondo, o poco meno sotto i 200 nodi (3). Secondo i dati, l'aereo viaggiava a una velocità di 460-480 nodi. Ben al di fuori dei limiti della capacità di monitoraggio del Radio Altimetro, per non parlare anche al di fuori della capacità di un normale 757.

È interessante che gli autori ed editori della rivista in cui viene pubblicato l'articolo di cui sopra, siano molto critici e scettici nei confronti del National Institute of Standards and Technology (NIST) per quanto riguarda i dati e le relazioni del crollo del World Trade Center, eppure tentino di utilizzare dei dati non verificati di un'altra amministrazione pubblica a sostegno della storia del governo per quanto riguarda l'impatto con il Pentagono. Le motivazioni sono ancora più sconcertanti soprattutto quando i dati del NTSB, infatti, non supportano un impatto, mentre superano con ampio margine i limiti delle prestazioni e le capacità di un 757 standard come indicato dal produttore sulla base della galleria del vento e sulle prove di volo. È anche evidente che il documento non è stato esaminato da esperti dell'aviazione prima che venisse pubblicato, siccome è disseminato di speculazioni e di errori grossolani. Per ulteriori informazioni riguardo a questa carta e numerosi errori in esso contenuti, si può consultare la discussione al Pilots for 9 / 11 Truth sul Forum (4).

L'esperto in FDR Dennis Cimino, dichiara inoltre:
Alla fine si tratta di due campi dati azzerati. Niente biglietto, niente lavanderia (è un modo di dire: senza una cosa non ottieni l'altra). Senza quei dati non ci può essere alcun collegamento tra il FDR e un qualunque numero N nel registro della FAA. Non perché il numero N è nei campi AC ID, ma perché il numero nel campo AC ID è direttamente ricondubicile a un numero N nel registro della FAA, e il FLEET ID mostra a quale aereo è stato assegnato.

Quelli mancanti, quei dati possono venire da qualunque parte...

Nessuno porta in volo scatole con quei dati azzerati o mancanti. Senza questi dati nel CPM (Crash Protected Memory), nel preambolo, non ci può essere collegamento con un aereomobile numero-N.

Me ne sono accorto alla prima occhiata. Il tecnico che ha estratto quei dati avrebbe dovuto vedere che non c'erano né il ACFT ID né il FLEET ID e avrebbe dovuto dire "Oh, questa è una stronzata", e poi avrebbe dovuto chiedere al suo supervisore perché gli stavano chiedendo di decodificare stronzate.
Esperienza e qualifiche di Dennis Cimino:
Electrical Engineer
Commercial Pilot Rating, since 1981
Navy Combat Systems Specialist: RADAR, ECM, cryptographic communications
Flight Data Recorder Engineer Smiths Aerospace
BA-609, IDARS, Military and Commercial
Millimeter wave RADAR and countermeasures expert since 1973
Two patents held for Doppler RADAR ( Kavouras ):
long pulsewidth RADAR droop compensation network,
and wave guide arc detection for high powered RADAR
Un'ulteriore conferma che non vi è alcuna prova che collega i dati del FDR all'"American 77", numero di coda N644AA viene discusso qui:

Quindi, se i dati non sono di N644AA, non supportano un impatto con il Pentagono e di fatto superano le capacità e le prestazioni di un 757 standard, cosa ha causato il danno al Pentagono? Questo è esattamente ciò che Pilots for 9/11 Truth sta cercando di capire e il motivo è che c'è bisogno di una nuova inchiesta veramente indipendente. Alcuni vogliono ignorare questi dati, alcuni senza analizzarli con competenza mentre si tenta di dire: "non c'è niente da vedere qui gente, andate avanti..". Scrivete al vostro rappresentante del Congresso e ai Senatori. Chiamate nei talk show, dite loro che vi è un crescente elenco di professionisti dell'aviazione che mettono in dubbio la versione del governo sugli eventi del 9/11. Dite loro che i dati forniti attraverso il FOIA non supportano la storia del governo.

Riferimenti

venerdì 7 gennaio 2011

Analizzate le velocità per gli aerei del World Trade Center

di pilotsfor911truth (fonte), traduzione di Decalagon


Vi sono molte polemiche circa le velocità riportate dagli aereomobili usati per l'attentato del World Trade Center. Tuttavia, nessuno degli argomenti di entrambe le parti del dibattito sono stati propriamente basati su dati reali, fino ad ora. Pilots for 9/11 Truth ha recentemente analizzato i dati forniti dal National Transportation Safety Board (NTSB), in materia di uno "studio della velocità di impatto basata su dati radar", in cui l'NTSB ha concluso 510 e 430 nodi per United 175 (Torre Sud) e American 11 (Torre Nord), rispettivamente. Un punto di riferimento è stato fissato sull'incidente dell'ottobre 1999 di Egypt Air 990, un 767 che ha superato i suoi limiti di funzionamento massimi provocando un cedimento strutturale in volo, di cui sono disponibili i dati da confrontare con l'attacco al WTC.

L'Egypt Air 990 (EA990) era un 767 che ha riferito di essere entrato a tuffo e in accelerazione ad una velocità massima di Mach 0,99 a 22.000 piedi. La Boeing imposta una massima velocità di funzionamento per il 767 a 360 nodi e Mach 0,86. La ragione per le due limitazioni di velocità è dovuta alla densità dell'aria a quote inferiori rispetto a quelle più elevate. Per capirci, l'equivalente delle pressioni dinamiche su una fusoliera a bassa quota rispetto all'alta quota, vi è una velocità relativa opportunamente intitolata "Equivalente della velocità dell'aria" o EAS [1]. L'EAS è definita come la velocità relativa al livello del mare che produce la stessa pressione dinamica agendo sulla fusoliera, come la reale velocità relativa in alta quota. [2]

Pilots for 9/11 Truth ha calcolato la velocità equivalente per la velocità di picco di 0,99 Mach di EA990 a 22.000 piedi, come gli effetti dinamici equivalenti di 425 nodi a livello del mare o nelle sue prossimità. Questa velocità relativa è di 65 nodi superiore al sistema di funzionamento del 767, 85 nodi inferiore al presunto United 175, e di 5 nodi inferiore a quello del presunto American 11. Anche se può essere probabile che il presunto American 11 abbia raggiunto la velocità di 430 nodi, siccome è a soli 5 nodi oltre la velocità di punta di EA990, è impossibile per il presunto United 175 raggiungere le velocità riportate dall'NTSB utilizzando EA990 come parametro di riferimento.

Pilots for 9/11 Truth ha inoltre studiato la possibilità che avrebbe un 767 di poter proseguire in un volo controllato alle velocità segnalate. Secondo l'NTSB, i rottami di EA990 sono stati trovati in due campi distinti, il che indica un'avaria strutturale in volo, ed è stato stabilito che essa sia avvenuta pochi secondi dopo la registrazione della velocità di picco. È impossibile quindi per il presunto United 175 aver continuato il volo controllato a 85 nodi sopra la velocità che non ha potuto sopportare nemmeno la struttura di EA990, con il quale è stato effettuato il confronto.

Un'analisi dettagliata, compresa l'analisi di un esperimento eseguito di recente in un simulatore, e le interviste con piloti di 757/767 della United e American Airlines, possono essere visualizzati nella nuova presentazione, "9/11: World Trade Center Attack" disponibile solo al seguente indirizzo: http://pilotsfor911truth.org. Sebbene altri fattori entrano in gioco nei limiti transonici, la pressione dinamica è la pressione dinamica. La matematica non mente. La Boeing deve rilasciare i dati della galleria del vento per il Boeing 767.

Nonostante il fatto che i dati possono essere fabbricati, un rilascio di informazioni potrebbe segnalare a più piloti e ingegneri le velocità estremamente eccessive riportae vicino al livello del mare per il Boeing 767, in cui essi avranno la possibilità di giungere alle loro conclusioni in maniera autonoma. 

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Fondata nell'agosto del 2006, l'associazione Pilots for 9/11 Truth (Piloti per la verità sull'11 settembre) è una crescente organizzazione di aviatori professionisti provenienti da ogni parte del mondo. L'organizzazione ha analizzato i Flight Data Recorder dall'NSTB (National Transportation Safety Board) per il Pentagono e gli eventi a Shanksville, PA. I dati non supportano la storia del governo. L'NTSB e l'FBI si rifiutano di rilasciare commenti. Pilots for 9/11 Truth non offre teorie o accuse in questo momento. Tuttavia, c'è una montagna di informazioni e di dati contraddittori che le agenzie governative e i suoi funzionari si rifiutano di riconoscere. Il core della lista dei membri di Pilots for 9/11 Truth continua a crescere.

Riferimenti 

[1] http://www.luizmonteiro.com/Altimetry.aspx#EquivalentAirspeed, http://www.csgnetwork.com/machonecalc.html (Equivalente velocità relativa e Mach One Calculator per convertire i Mach in velocità vera basata su altitudine/temperatura e successivamente in velocità relativa equivalente)
[2] http://www.aerospaceweb.org/question/instruments/q0251.shtml